Concordato Preventivo Biennale (CPB): le nuove regole e i vantaggi per il biennio 2026-2027 nell’ultima Circolare dell’Agenzia Entrate

L’Agenzia Entrate ridisegna i confini del concordato preventivo biennale, consolidando due anni di prassi in un unico documento/guida. Con la pubblicazione della circolare n. 8/2026 del 6 ottobre 2026, l’Amministrazione finanziaria offre a imprese e professionisti un quadro organico e unitario sul CPB, confermando il passaggio da una logica fiscale puramente repressiva a un modello di cooperazione e prevedibilità del prelievo.

Ma cosa cambia, nel concreto, per le partite IVA e le aziende che decideranno di aderire per il biennio 2026-2027?

Il “patto fiscale”: come funziona il Concordato Preventivo Biennale

Il concordato preventivo biennale si configura come un “patto di stabilità” tra Fisco e contribuente. Sulla base delle banche dati pubbliche, degli indici ISA e delle proiezioni macroeconomiche, l’Agenzia formula una proposta di reddito e di valore della produzione netta per il biennio successivo.
Accettando il CPB, il contribuente si impegna a dichiarare quegli importi, mettendosi al riparo da brutte sorprese. Il vero scudo fiscale entra in gioco in caso di extra-profitti: se il reddito reale generato nel biennio risulta superiore a quello preventivato, l’eccedenza non concorre alla formazione del reddito.

Decreto Omnibus e le novità 2026-2027 sul CPB

A rendere lo strumento ancora più appetibile per il nuovo biennio sono le modifiche introdotte dal recente Decreto Omnibus (Dlgs n. 148/2026) e dal Dl n. 38/2026. 
La circolare sistematizza questi interventi introducendo novità fondamentali:
  • limiti di salvaguardia legati agli ISA: il Fisco non potrà proporre incrementi di reddito irragionevoli. Sono stati fissati dei tetti massimi percentuali per la proposta del CPB rispetto all’anno precedente: si va da un limite del +10% per i contribuenti eccellenti (con punteggio ISA pari a 10), fino a un tetto del +35% per chi ha un punteggio inferiore a 6;
  • un “premio fedeltà” per il rinnovo: chi deciderà di rinnovare l’adesione al concordato preventivo biennale per un secondo ciclo sbloccherà benefici potenziati. Tra questi, spiccano l’esonero dal visto di conformità per compensazioni e rimborsi IVA fino a 100.000 euro (soglia innalzata rispetto ai 70.000 standard), lo sconto di due anni sui termini di decadenza per gli accertamenti e la possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte senza interessi;
  • flessibilità e correzione degli errori: viene meno la ghigliottina della decadenza automatica in caso di errori dichiarativi (salvo violazioni penali o manipolazioni dei dati ISA). I contribuenti potranno correggere il tiro tramite dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso, ricalcolando il reddito concordato senza essere espulsi dal regime;
  • proroga delle tempistiche: per concedere più respiro ai professionisti, il termine per aderire alla proposta 2026-2027 è stato spostato al 31 ottobre 2026.

Certezza del diritto: l’Appendice per i casi complessi

Trattandosi di un istituto nuovo, il CPB ha sollevato in questi anni numerosi dubbi applicativi su temi complessi come operazioni straordinarie, società tra professionisti, trasformazioni societarie e cause di esclusione. 
Trasformando decine di FAQ e risposte a interpelli in un orientamento amministrativo consolidato, l’Agenzia fornisce oggi quella certezza interpretativa che i mercati e i consulenti chiedevano a gran voce.
 
Per analizzare nel dettaglio le aliquote applicabili, i requisiti di accesso e le casistiche particolari analizzate dal Fisco, vi invitiamo a consultare il documento ufficiale.
 
Clicca qui per leggere e scaricare il testo integrale della Circolare n. 8/2026 dell’Agenzia delle Entrate.